Attilio Folliero
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Allo scadere del contratto di concessione delle frequenze, lo Stato venezuelano non ha voluto rinnovarlo alla societa' RCTV, che le aveva in concessione da 53 anni. Le frequenze sono state assegnata ad una nuova televisione Pubblica TVES.
Caracas Il caso della televisione
venezuelana "RCTV" ha assunto dimensioni mondiali. Ovunque si sta
parlando della "chiusura" della Televisione venezuelana "RCTV". Il
motivo per cui se ne parla é dovuto unicamente al fatto che c'é di
mezzo il governo di Hugo Chavez. Ogni anno chiudono in tutto il mondo
centinaia di televisioni perché le competenti autoritá locali decidono
di revocare o non rinnovare la concessione dello spettro radioelettrico
per poter trasmettere, evidentemente nell"interesse superiore della
collettivitá o per motivi stabiliti dalle leggi locali.
Da oltre un
anno esiste Telesur, la televisione del Sud America, una delle poche
televisioni transnazionali esistenti al mondo, assimilabile a CNN,
Aljazira ed Euro News. Ebbene in Venezuela, dove é la sede di questa
TV, fino a pochi mesi fa poteva trasmettere solamente via cavo, che é
un servizio a pagamento e costosissmo; costa non meno di 50 dollari
mensuali per ricevere un pacchetto con certo numero di canali. La
mancanza di frequenze libere obbligava lo stato venezuelano, maggiore
azionista di questa televisione transnazionale a trasmettere solo via
cavo. Il problema é stato parzialemnte risolto per determinate zone del
Venezuela, acquistando l"utilizzo delle frequenze assegnate ad altre
TV, ed in particolare acquistando l"utilizzo delle frequenze di CMT,
una delle principali TV implicate nel Golpe del 2002. Si e" trattato di
un negozio giuridico, mediante il quale si e" "chiusa" una televisione
ed aperta un"altra. Nessuno ha avuto niente da ridire. Lo spettro
radiolettrico é un bene pubblico inalienabile in qualsiasi parte del
mondo. Lo Stato asegna le frequenze mediante un contratto di
concessione, in base al quale per un determinato numero di anni le
frequenze sono concesse in uso ad un privato, che puó ovviamente
utilizzrle per trasmettere secondo le norme previste. Ossia, anche in
prersenza di una concessione, la Tv assegnataria deve comunque
sottostare a delle norme, pena la revoca immediata, oltre a possibili
sanzioni amministrative e/o penali. In Italia abbiamo assistito negli
anni ottanta alla chiusura, sia pure per poche ore, delle televisioni
di Berlusconi, da parte di un giudice in quanto in quel determinato
momento Berlusconi stava violando le leggi vigenti in materia. Sono
situazioni assolutamente normali in qualsiasi paese. Al termine del
contratto di concessione, lo Stato puó decidere di rinnovare il
contratto di concessione dell"utilizzo delle frequenze allo stesso
attore oppure non rinnovare il contratto ed assegnare l"utilizzo di
quelle stesse frequenze ad altri o utilizzarle in prima persona.
E"
esattamente quanto succede in tutto il mondo con i beni inalienabili,
ossia beni di interesse pubblico superiore che non possono essere
trasferiti a titolo definitivo ai privati. Lo Stato per opportune
ragioni puó decidere che in un determinao momento questi beni possano
essere assegnati e sfruttati da privati, riservandosi il diritto di
rientrarne in possesso al termee del contratto od in qualsaosi momento,
secondo i casi, secondo le leggi. Nessuno si permette di intromettersi
nelle decisioni degli Stati sovrani e sarebbe successo lo stesso anche
in questo caso. Invece per RCTV si monta un caso di proporzioni
mondiali. Quasi ovunque si sta parlando del governo Chavez come di un
governo dittatoriale che reprime la liberta di stampa, la libertá di
informazione; di un governo che chiude un canale dell"opposizione!
Niente di piú falso. Il legittimo governo venezuelano che presiede Hugo
Chavez non ha chiuso nessun canale dell"opposizione; non sta chiudendo
RCTV. Scaduto il contratto di concessione dell"utilizzo delle
frequenze, esattamente alla mezzanotte del 27 maggio 2007, ha deciso in
modo legittimo e sovrano di non rinnovarlo con la societá proprietaria
del Canale TV "RCTV". Dietro questa decisione ci sono motivi
importanti, di interessi superiori della collettivitá che ha diritto ad
un servizio televisivo pubblico, come é in Italia ed in tutti i paesi
civili. In Venezuela é evidente lo squilibrio del servizio televisivo,
praticamente a favore del settore privato. Anzi quando arriva Hugo
Chavez al governo praticamente non esiste un servizio pubblico. L"unica
Tv pubblica "Venezolana de Television" (VTV), praticamente invisibile
alla maggioranza del popolo venezuelano, era in fase di smantellamento
e privatizzazione. Esistevano ed esistono, per contro grandi canali
privati a carattere nazionale nelle mani di poche famiglie, tra l"altro
imparentate tra di loro ed allo stesso tempo proprietarie degli altri
mezzi di diffusione dell"informazione (stampa, radio, Tv via cavo e
telefonia). Una concentrazione che in Italia per esempio non sarebbe
permessa. Una concentrazione dei mezzi di informazione che é emersa
chiaramente durante gli anni di opposizione durussima al governo
Chavez, tra il 2001 ed il 2004. Chi scrive, in Veenzuela da oltre
cinque anni, é stato testimone, anzi spettatore incredulo di quanto
stava passando. Arrivato in Venezuela nel marzo 2002 e guardando la
realtá con gli occhi di un italiano e soprattutto sulla base delle
leggi italiane rimaneva incredulo di fornte allo spettacolo cui
assisteva ogni giorno. Hugo Chavez arriva al Governo vincendo le
elezioni del dicembre 1998. I primi due anni di governo sono dedicati
alle grandi riforme istituzionali, appoggiate da tutti, anche dai mezzi
di informazione ed in parte anche dall"opposizione.
La nuova
costituzione, ad esempio, é apporvata con oltre il 90% dei voti. I
problemi arrivano quando il governo di Hugo Chavez, in nome del popolo,
decide di vederci chiaro con gli introiti derivanti dall"utilizzo delle
grandi risorse di cui é ricco il Venezuela. Si parla del Venezuela
sempre in relazione al petrolio, ma possiede molte altre, dal gas al
ferro, all"oro, alla bauxite ed altre. Ricordiamo che il Venezuela ha
la riserva di petrolio accertata piú grande del mondo: oltre 300.000
milioni di barili di petrolio. L"industria petrolifera era stata
nazionalizzata negli anni settanta ed il venezuela essendo uno dei
principali produttori mondiali di petrolio (attualemnte produce 3
milioni di barili al giorno, ma la produzione, sulla base dei contratti
stipulati é praticamente destinata a raddoppiare entro il 2012) ricava
ingenti quantitá di denaro. Trattandosi di impresa statale si
presupponeva che queste ingenti risorse affluivano allo stato. Quando
Hugo Chavez arriva al Governo trova una situazione disastrosa: il
Venezuela produce si tanto petrolio, ma gli introiti sono pochissimi.
Colpa sia della congiuntura internzazionale, con prezzi del petrolio ai
minimi storici e sia della situazione interna, dove PDVSA addirittura é
quasi in perdita e si parla della sua privatizzazione. Hugo Chavez é
l"artefice della risalita dei prezzi e della rinascita della OPEC: i
suoi giri internazionali nei primi anni di governo, le sue viste ai
principali governanti dei paesi OPEC e la congiuntura internazionale
(l"enorme sviluppo capitalistico dei paesi industrializzati e della
Cina, che necessitano sempre piú energia e le invasioni nordamericane)
determinano un innalzamento dei prezzi. A livello interno inzia quella
ristrutturazione che toglierá definitivamente di mezzo le famiglie
oligarchiche venezuelane nella gestione del petrolio. In sostanza fino
al 2003, PDVSA pur essendo una societá statale era gestita da una
"aristocrazia" in modo clientelare e nell"interesse non solo proprio,
ma anche di potenze straniere (USA). PDVSA, l"industria petrolifera
Venezuelana, fino al 2003 era uno Stato dentro lo Stato e funzionava
come una impresa privata. Il livello di autonomia di gestione era
talmente alto da poter definire in tutta autonomia la politica
petrolfera dello stato, anzi gli interessi dello stato era secondari
rispetto ai propri. Quando il Governo Chavez, di fronte alle necessitá
di un 75% della popolazione che viveva nella piú assoluta miseria
inizia a scardinare questo stato di fatto, appaiono i contrasti con
l"oligarchia, che controllando i mezzi di comunicazione riesce a
manipolare ed influenzare una parte consistente della popolazione.
A
partire dal Dicembre 2001 le televisioni private venezuelane smettono
di fare televisione per vestire i panni dell"opposizione al governo. Si
trasformano in un vero partito politico. Di fatto smettono la normale
programmazione fatta di informazione e di intrattenimento con film,
spettacoli e programmi vari per dedicarsi 24 ore al giorno in una
continua attivitá propagandistica antigoverno. In Venezuela l"entrata
sulla scena politica di Chavez aveva spazzato via tutti i partiti
politici fino ad allora esistenti. Letteralemnte l"opposizione politica
si scioglie. Non ha nessun credito nell"opinione pubblica venezuelana.
Questo ruolo viene assunto appunto dalle televisioni private, che
concentrate nella mani di poche famiglie oligarchiche praticamente si
trasformano in una sola grande catena televisiva. Ovviamente la forza
della televisione é tale da riuscire a manipolare una parte consistente
della popolazione, fino al punto massimo di riuscire a convogliare
centinai di migliai di persone nella famosa marcia del 11 aprile del
2002. Gli spettatori vengono trasformati in carne da macello. Come
dimostrato ampiamente, le grandi televisioni private venezuelane sono i
veri protagonisti del colpo di stato del 2002, pianificato a
Washington. Invitiamo a leggere sul tema "Il Codice Chavez" di Eva
Golinger. Il copione del colpo di Stato era stato scritto in funzione
dell"azione delle televisioni. Per mesi il loro ruolo é stato di
"avvelenare" la gente, entrare nella testa della gente, con
trasmisisoni appositamente confezionate, con la finalitá di portare la
gente ad un odio altissimo verso Chavez. Quando l"odio raggiunge
livelli altissimi, la persona praticamente perde il controllo di se
stessa ed é capace di qualsiasi atto verso la persona odiata. Quando
l"odio ha raggiunto il punto piú alto, l"undici aprile del 2002, queste
persone che letteralmente odiavano Chavez sono state concentrate in una
marcia, autorizzata per un determinato percorso e dirottata
illegalmente verso il palazzo del governo.
Il copione scritto a
Washington prevedeva la presenza di cecchini in prossimitá di Puente
Llaguno. I cecchini non solo avrebbero dovuto sparare sui manifestanti
che appoggiavano Chavez, li concentrati, ma anche e soprattutto sulla
marcia dell"opposizione per far ricadere la colpa su Chavez. Il copione
é stato ripsettato in pieno. Le televisioni private presenti sul luogo
dell"eccidio hanno documentato i fatti, mostrando solo quello che gli
conveniva: hanno mostrato alcuni chavisti sparando e dicendo che
stavano sparando contro la marcia dell"opposizione. Le televisioni,
artefici del golpe, avevano preso in affitto da mesi le terrazze degli
edifici che offrivano la migliore visuale per riprendere gli
avvenimenti. Perché affittare un terrazzo in prossimitá del Puente
Llaguno, quando non era minimamente prevedibile che li potesse
succedere qualcosa? La complicitá delle televisioni nel golpe non é
comprovato solo da documenti e testimonianze, ma ci sono le confessioni
in diretta degli stessi protagonisti.
La mattina del 12 aprile 2002,
nella certezza di aver conquistato il potere, i vari protagonisti
confessano in diretta come erano stati pianificati gli eventi. I
golpisti e le televisioni avevano pianificato tutto nei minimi
dettagli, sottovalutando peró un elemnto: il popolo. Il popolo
venezuelano non era disposto a sorbirsi una nuova dittatura. Il popolo
venezuelano veniva da 40 anni di profonda repressione dei governi
cosiddetti democratici, che avevano preso il posto delle dittature
secolari. In sostanza, il popolo venezuelano fin dall"arrivo di
Cristoforo Colombo e degli europei non aveva fatto altro che vivere
nella dittatura, nella repressione e nella miseria. Nei soli tre anni
di governo Chavez aveva conquistato una dignitá ed una speranza tale
che era disposto a tutto pur di non tornare al passato. Fu basicamente
la reazione spontanea del popolo a riscattare al presidente Chavez ed a
sconfiggere il colpo di stato. Il Colpo di Sdtato ha rappresentato
anche la presa di coscienza di molti oppositori: parte dell"oppiszione
a Chavez si é resa conto di come era stata ingannata, manipolata ed ha
terminato per appoggiare Chavez. Nascono, in questo momento, movimenti
in appoggio a Chavez nell"ambito della classe media e media-alta:
"Clase media en positivo" ed "Empresarios por Chavez" per fare qualche
esempio. Il colpo di stato non ha significato solo 19 morti il giorno
della marcia (11 aprile 2002); ci sono centinai di morti, vittime della
repressione violenta delle forze dell"ordine al servizio del breve
governo dittatoriale di Carmona. Il numero é rimasto imprecisato. Il
ruolo oppositore della televisione privata é comunque continuato ed é
sfociato nel nuovo tentativo di colpo di stato del dicembre 2002. Una
delle principali accuse rivolte a Chavez, da parte dei media mondiali,
ovviamente manipolati dall"informazione statunitense, é quella di
essere un dittatore, di aver accentrato tutti i poteri. Falso. Niente
di piú falso! In Venezuela esiste una netta divisione fra i classici
poteri di uno stato: legislativo, esecutivo e giudiziario. Ma risulta
anche che uno di questi tre poteri, quello giudiziario é praticamente
al servizio dell"oligarchia.
Si spiega solo in questo modo come mai di
fonte alla presenza di reati gravissivi, accertati e confessati, quali
la preparazione e consumazione di colpi di stato, assalti ad
ambasciate, attentati terroristici, omicidi ed assassini di giudici
praticamente nessun colpevole finisce in carcere. La dinamica del colpo
di stato del 2002 é accertata pienamente; i responsabili della serrata
del dicembre 2002 sono ben noti; l"allora governatore delo Stato
Miranda, Enrique Mendoza, oltre che essere uno dei protagonisti
principali del colpo di stato é soprattutto famoso per aver diretto
l"occupazione e chiusura della Televisione di Stato, VTV. Immaginate il
presidente della Regione Lazio alla testa di un gruppo che va ad
occupare e chiudere la RAI? Ovviamente chiedo scusa al presidente della
Regione Lazio per tale irriverente accostamente, ma praticamente di
fatto in Venezuela, sotto gli occhi delle telecamere é succdesso
proprio questo: l"equivalente venezuelano del presidente della Regione
Lazio, ossia Enrique Mendoza, presidente della Regione Merida, in cui
ha sede VTV, equivalente alla nostra RAI, ha letteralemnte diretto
l"occupazione di VTV. Nessun giudice, almeno fino ad oggi, lo ha
trovato colpevole di qualche reato. Sempre sotto gli occhi delle
telecamere si é svolto l"assedio dell"Ambasciata di Cuba a Caracas;
questa volta l"assedio, sfociato nell"isolamento materiale
dell"edificio con il taglio dell"eletricitá e dell"acqua era diretto,
sempre sotto gli occhi delle telecamere da un tale Oscar Perez e dal
sindaco di Baruta, municipio in cui ha sede l"ambasciata, tale Capriles
Radoski, che materialemnte attravreso una scala riesce a penetrare
all"interno dell"ambasciata e pretendere che gli venissero consegnati
alcuni ministri del deposto goiverno Chavez suppostamente rifugiati
all"interno della stessa amabsciata. Nessun tribunale li ha ritenuti
colpevole. Nessun tribunale ha mai incriminato i militari artefici del
Golpe, nessun tribunale ha mai incriminato poroprietari dei vari media
e giornaisti rei confessi di aver partecipato all"organizzazione dei
fatti che portarono alla deposizione momentanea del presidente della
Repubblica Hugo Chavez. Il proprietario di una delle grandi televisioni
private, ossia di Globovision, oltre che proprietario di banche ed
altre grandi imprese venezuelane é uno dei pochi agli arresti
domicialiari, incriminato come autore intellettuale dell"omicidio del
Giudice Andreson, il giudice che stava indagando su tutti i fatti piú
neri della storia venezuelana recente e che fu fatto saltare in aria
all"interno della sua auto. L"altro presunto autore intellettuale
dell"omicidio é la direttrice del Giornale Nuevo Pais, Patrizia Poleo,
scappata poi negli Usa. Per il resto nessun colpevole. Il Tribunale
Supremo di Giustizia ha dichiarato che non si é trattato di un colpo di
stato ed i militari coinvolti non hanno compiuto alcuna azione
delittuosa! Risulta che il vice ammiraglio Ramirez, uno dei principali
militari coinvolti nel golpe é l"artefice della lettura in televisione,
il giorno del colpo di stato, l"11 aprile 2002, di un comunicato in cui
si annuncia che a Caracas c"erano gia" sei morti e Chavez ne era il
responsabile; pertanto i militari dsisconoscevano l"autoritá del
presidente.
Da una confessione del giornalista della CNN, Otto
Neutchtel, che faceva parte di una trupe televisiva incaricata di
registrare questo famoso comunicato, sappiamo che la registrazione
avvenne la mattina del golpe, molte ore prima che in Caracas ci fosse
il primo morto e che la registrazione avvenne nella casa di un famoso
giornalista, Napoleon Bravo, coinvolto direttamente lui e la sua
televisione, Venevision, la principale Tv del Venezuela in questo
golpe. E" uno dei famosi giornalisti reo confessi la mattina del 12
aprile. Nessuno dunque é mai finito in galera, a parte il proprietario
di Globovision agli arresti domicialiari. Ad oggi in pratica sono
incriminati solamente due persone, ma nessuno dei due e" in carcere. Il
dittatore Carmona quando era agli arresti domiciliari fu fatto scappare
e raggiungendo il Consolato della Colombia, dal governo colombiano
ottenne lo status di rifugiato politico e pertanto oggi é libero di
cospirare in Colombia. L"altro che finí agli arresti fu Carlos Ortega,
segretario della CTV, che era il principale sindacato del Venezuela. E"
riuscito a sfuggire alla giustizia per ben due volte.
La prima volta,
quando era agli arresti domicialiari, si rifugió nell"Ambasciata del
Costa Rica ed ottene lo status di rifugiato Politico. Ritornato
clandestinamente in Venezuela, fu arrestato mentre giocava a poker in
un famoso Casino di Caracas. Rinchiuso in un carcere di massima
sicurezza, fu fatto evadere poco tempo dopo. Oggi vive cospirando in
Perú. A proposito di Carlos Ortega, c"e da dire che era il segratrio
della CTV, l"equivalente della CGIL; va aggiunto che é un imprenditore
del settore trasporti e la sua elezione a segretario non fu mai
riconosciuta dal Consiglio Nazionale Elettorale chiamato a presiedere
la regolaritá delle elezioni interne di partiti e sidnacati. Immaginate
un Montezemolo dirigere la CGIL? Tra i grandi misteri del Venezuela c"e
quello dell"alleanza Sindacato CTV Fedecamara, l"equivalente della
nostra Confindustria. Sono rimaste nella storia delle televisione
venezuelana i quotidiani resoconti giornalieri del duo Carlos Ortega,
segretario della CTV e di Carlos Fernandez presidente di Fedecamarcas.
Il potere della televisione in questo paese é tale che tutto avviene o
é avvenuto sotto gli occhi delle telecamere, perfino i colpi di stato!
Praticamente accertato il ruolo delle televisioni nei vari colpi di
stato, risulta difficile da capire come mai queste continuano a
trsmettere. Come mai non siano state chiuse? RCTV non solo é complice
nell"organizzazione dei colpi di stato, ma si é macchiata anche di
altri reati: ha violato sistematicamente la legge che regola le
trasmissioni televisive, come trasmettere programmi riservati ad un
pubblico adulto in orari adatti a tutto il pubblico. I suoi programmi,
a giudizio dello scrivente, che ovviamente non fa testo, sono di una
tale bassezza per cui non vale la pena neppure prenderla in
considerazione. L"altro giorno in uno dei programmi principali "Video
loco", un programma comico la scenetta da cui secondo gli autori doveva
scaturire la risata, era costruita attorno ad un nano.
Allo scrivente
sembra assurdo che si possa utilizzare una categoria di persone cosí
sfortunate, quella dei nani, per costruirci la risata. Certo non per
questo si chiude una televisione! E infatti RCTV non é stata chiusa
come si dice in giro. Semplicemente é terminato il contratto che aveva
stipulato con lo Stato per ottenere la concessione delle frequenze.
Infatti RCTV non chiude; semplciemente smette di trasmettere in chiaro
e dovrá limitarsi a trasmettere via cavo. RCTV continuerá a
trasmettere! Rimane un interreogativo da chiarire. Come detto
all"inizio decine, centinai di televisioni perdono le frequenze, ossia
lo Stato non rinnova la concessione dell"uso delle frequenze, ma
nessuno dice niente. In questo caso invece tutto il mondo ne parla.
Non
c"e" solo il progetto politico di Chavez, che consiste in una
distribuzioine delle ingenti ricchezze di cui é ricco il Venezuela in
modo equo, fra tutte le classi sociali, ricchezze fino all"avvento di
Chavez appannaggio delle classi oligarchie e di una piccola parte della
popolazione, non piú del 20%. Il progetto di Chavez non é avversato
dalla maggior parte dei capitalisti locali, basti pensare al presidente
del Banco Banesco. Chavez sta portando per la prima volta in Venezuela
la democrazia, che da Lenin fu definita il miglior involucro del
capitale ed infatti molti capitalisti stanno facendo affari come da
nessuna parte ed in nessun altro paese del mondo. Provate a parlare
male di Chavez ai capitalisti del settore dei trasporti! Le vendite
delle auto nel 2006 sono aumentate del 500% rispetto all"anno
precedente; nei primi 4 mesi del 2007 le vendite hanno uguagliato le
vendite di tutto il 2006! La costruzione di strade, autostrade, ponti,
ferrovie, metropolitane, ecc... stanno facendo fare affari d"oro ai
capitalisti di tutto il mondo, comprese le grandi imprese italiane. Per
avere una idea, qua in meno di 3 anni, dalla fine del 2003, quando lo
Stato riesce ad appropriarsi pienamente di PDVSA, é stato costruito un
ponte che é l"equivalente del Ponte di Messina ed é gia" inziiata la
costruzioen di un altro ponte della stessa grandezza! In tre anni sono
stati realizzati gli stessi chilometri di linea metropolitana di cui é
dotata l"intera Italia (156 km); é iniziata la costruzione della
ferrovia nazionale, che in 10 anni raggiunegerá oltre 10.000 Km.
Come
giá detto, la produzione giornaliera di petrolio raddoppierá nei
prossimi 5 anni. Si provvederá non solo ad estrarre petrolio, ma anche
a raffinarlo, con la costruizione di un"altra grande raffineria. In
Venezuela é attiva la raffineria di petrolio piú grande del mondo: El
Palito, capace di raffinare da sola un milione di barili al giorno. Se
ne affianchera" un"altra di pari proporzioni.
Chavez, per essere
socialista avversa il capitalismo, peró il capitaslimo non é contro
Chavez. Chi é dietro gli attacchi a Chavez é precisamente l"oligarchia
che controlla i media di informazione. E" notorio, che a livello
mondiale, 5 (cinque) agenzie controllano il 96% delle notizie.
Praticamente USA, Unione Europea e Giappone controllano il 90%
dell"informazione mondiale. Delle 300 imprese di informazione piú
importanti del mondo, ben 144 sono statunitensi, 80 dell"unione Europea
e 49 del Giappone. L"oligarchia venezuelana controlla precisamente i
mezzi d"informazione venezuelani e questa stessa oligarchia é socia con
Bush padre in Direct TV, una delle principali societá di diffusione
della TV via cavo del continente americano; questa stessa oligarchia
venezuelana, che si chiama Zuloaga, Mezerani e soprattutto Cisneros,
che assieme al messicano Carlos Slim é uno degli uomini piú ricchi
dell"America Latina e del mondo intero. Si comprende facilmente perché
il mancato rinnovo di un contratto di concessione dell"utilizzo delle
frequenze, affare interno di uno stato sovrano, nel caso di RCTV ha
raggiunto l"opinione pubblica mondiale. Pur essendo il primo caso del
genere, sappiamo che non sará l"unico, perché la storia si ripeterá
presto in Ecuador, dove addirittura la situazione é anche peggiore
rispetto a quella del Venezuela. In Ecuador vi é una concentrazione del
100% delle televisioni nelle mani di poche famiglie oligarchiche. Non
esiste nessuna televisione pubbica





